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15 marzo 2022 N. 51 - Angolo tecnico
Un cappotto per proteggersi dalla ... crisi energetica

Continuiamo a parlare di cappotto termico.

Nei due articoli precedenti abbiamo visto che il cappotto termico può essere un sistema sicuro anche nei riguardi del fuoco e che rappresenta l'intervento migliore e più efficace sia per diminuire la spesa energetica, familiare e nazionale, che per diminuire il rischio di formazione della condensa superficiale e della muffa. Ho volutamente utilizzato il verbo "diminuire" e non un più drastico e rassicurante "eliminare" perché, come abbiamo visto nel primo di questa serie di articoli aventi per tema il "cappotto termico", la condensa superficiale e la muffa sono la conseguenza di una determinata combinazione di bassa temperatura superficiale e di alto tasso di umidità relativa interna, e che il cappotto termico può condizionare solo la prima di queste due variabili, lasciando la seconda, e quindi le conseguenze, in mano al comportamento degli abitanti. Possiamo ben dire che una gestione oculata dell'umidità interna realizzata attraverso una corretta apertura delle finestre (frequente e di breve durata) abbinata ad un buon cappotto termico determinano le condizioni per un ambiente salubre e con un alto comfort abitativo.

di Sergio Pesaresi - Ingegnere, logicagotica, docente CasaClima ed Esperto Itaca

Vista la problematica contingenza, politica ed economica, che ha determinato la diminuzione dell'offerta dei combustibili di origine fossile e che ha fatto schizzare verso l'alto il costo della nostra bolletta energetica, penso sia appena il caso di ricordare che la soluzione a questo grave problema non consiste nel ricercare altre fonti energetiche fossili o...

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